Continua il progetto di Educazione alla Lettura tra i banchi dell’IC per far innamorare della lettura i ragazzi, portandoli dentro al mondo dei libri. Non si tratta solo di leggere, ma di vivere esperienze indimenticabili che uniscono realtà e apprendimento. Mercoledì 11 marzo 2026, i ragazzi delle classi seconde e terze della scuola secondaria I grado dell’IC hanno partecipato alla presentazione del libro di Luigi Garlando “Per questo mi chiamo Giovanni”.
A presentare il libro la prof.ssa Concetta Porchia che dopo aver portato i saluti della Dirigente Zinno, assente per impegni istituzionali, ha voluto rimarcare l’impegno nella promozione della cultura della legalità che nella scuola significa educare gli alunni al rispetto della dignità della persona umana, attraverso la consapevolezza dei diritti e dei doveri, con l’acquisizione delle conoscenze e l’interiorizzazione dei valori che stanno alla base della convivenza civile. Al centro dell’azione educativa, ha rinforzato l’autore Garlando, deve esserci la “persona” alunno, come protagonista nella propria comunità, ed il valore positivo delle regole, intese non come mezzo frustrante e punitivo o di affermazione di autorità, bensì come strumento di aiuto delle potenzialità di ciascuna persona, chiamata alla libertà e alla propria realizzazione.
Gli alunni, ben preparati dai rispettivi docenti, si sono misurati con un argomento forte che l’autore ha comunque reso accessibile ai ragazzi. “Per questo mi chiamo Giovanni” è un inno alla libertà e alla giustizia, un’opera dedicata a un pubblico giovane, con la sua prosa diretta e il suo messaggio indimenticabile. Il libro insegna ad aver coraggio, a non lasciarsi prevaricare dai “mostri” come ha fatto Falcone che ha combattuto quei mostri e fatto la differenza, che ha messo in gioco la sua vita per non farci più avere paura.
Luigi Garlando ha parlato di mafia e affrontato uno dei temi più difficili ai quali approcciarsi: uscire dal buio dell’omertà e avere il coraggio di raccontare la mafia. Ha, con linguaggio semplice ma pregnante, toccato il cuore e la mente dei ragazzi che rapiti dal racconto e dal raccontarsi dell’autore hanno “sfilato” per porre quesiti e fare osservazioni. Presente la referente del Progetto Legalità prof.ssa Chimenti Francesca e la libraia Tiziana Marchese della Mondadori Point – Montalto Uffugo.
Il tema della legalità è assolutamente centrale per le sfide che tutti siamo chiamati a combattere, a cominciare dalla lotta per una società più giusta e democratica. E’ giusto ricordarci che la convivenza civile è frutto di una riflessione culturale, faticosa e affascinante, che ci permette di guardare all’altro come a “un altro noi”, a una persona con cui dialogare e insieme alla quale condividere un sistema ineludibile di diritti e doveri.
Prof.ssa Concetta Porchia








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